
Sono state presentate ufficialmente...
Sono state presentate ufficialmente ieri, nella sede della Cassa di Risparmio di Venezia, in campo San Luca, le motivazioni con cui è stato assegnato a Marino Zorzi il premio "Veneziano dell'Anno", alla presenza del presidente Giovanni Sammartini, generoso sponsor, del coordinatore e fondatore del premio, Alfredo Borsato, del presidente dell'Associazione Settemari, Pierluigi Borella, e di alcuni premiati degli anni precedenti, da Giorgio e Maurizio Crovato a padre Elia, della comunità Armena di Venezia, a Bruno Tosi. L'ambito riconoscimento è stato deliberato all'unanimità dal Comitato promotore del premio, giunto alla sua 29^ edizione. La motivazione: "Per aver rilanciato, con eleganza e discrezione antiche, grazie anche a sorprendenti mostre e importanti iniziative editoriali, il ruolo e la rilevanza internazionale della Biblioteca Nazionale Marciana, promuovendo al contempo impegnativi restauri della sede monumentale, consolidando negli anni una proficua cooperazione culturale con istituzioni di tutto il mondo, stimolando e valorizzando doti e capacità dei suoi più stretti collaboratori e contribuendo in proprio, con opere e studi di elevato rigore scientifico, al prestigio della nostra città".
Il riconoscimento, squisitamente simbolico di ordine assolutamente morale, sarà conferito domenica, alle 10,30, nelle sale apollinee del Gran Teatro La Fenice, alla presenza del sindaco Massimo Cacciari. «Essere veneziani rappresenta, innanzitutto uno stato d'animo e un impegno civile, non certo acquisibile per soli meriti anagrafici, veneziani autentici sono quelli che, in ogni aspetto e settore della vita comunitaria, operano disinteressatamente e con amore al servizio della loro città e del bene comune», ha detto Borsato.
Maria Teresa Secondi
Oggi la consegna del "Veneziano dell'anno"
Questa mattina alle 10.30 nelle sale Apolinee del teatro La Fenice si terrà la cerimonia di consegna del premio "Veneziano dell'anno" a Marino Zorzi. Il riconoscimento, creato e organizzato dall'Associazione Settemari è giunto alla sua 29^ edizione e verrà cosegnato a Zorzi, ex direttore della Biblioteca Marciana, con al seguente motivazione: «Per aver rilanciato, con eleganza e discrezione antiche, grazie anche a sorprendenti mostre e importanti iniziative editoriali, il ruolo e la rilevanza internazionale della Biblioteca Nazionale Marciana, promuovendo al contempo impegnativi restauri della sede monumentale, consolidando negli anni una proficua cooperazione culturale con istituzioni di tutto il mondo, stimolando e valorizzando doti e capacità dei suoi più stretti collaboratori e contribuendo in proprio, con opere e studi di elevato rigore scientifico, al prestigio della nostra città».

Marino Zorzi: «La Marciana resuscitata»
«L’essere io il “Veneziano dell’anno” mi imbarazza, mi emoziona e mi rende però felice di essere accomunato a mio fratello Alvise, che lo fu nel 1991, e contento anche di essere in compagnia di tante persone a me care come Frances Clarke, adorabile lady britannica innamorata di Venezia in modo costruttivo, e Maria Francesca Tiepolo, impareggiabile direttore dell’Archivio di Stato e finissima studiosa, che mi onorerà facendo lei stessa la laudatio». Così Marino Zorzi, da un mese e mezzo in pensione dopo essere stato per diciotto anni direttore della Biblioteca Marciana, commenta la lieta notizia del riconoscimento che ha avuto all’unanimità dalla Settemari e che lo vedrà premiato domenica mattina alle ore 10.30 alle Sale Apollinee della Fenice, presente anche il sindaco Massimo Cacciari. «Per aver rilanciato, con eleganza e discrezione antiche, grazie anche a sorprendenti mostre e importanti attività editoriali, il ruolo e la rilevanza internazionale della Biblioteca Marciana, promuovendo al contempo impegnativi restauri della sede monumentale»: questa la motivazione del premio, nato nel 1978, che vuole sottolineare i veneziani doc o d’adozione che «operano disinteressatamente e con amore al servizio della loro città e del bene comune». E Marino, discendente di una delle famiglie patrizie più antiche di Venezia che annovera un doge, undici procuratori di San Marco e vari ambasciatori, fa una sorta di bilancio su quel che è riuscito a dare alla sua amatissima città, ossia la velata certezza di aver contribuito a rendere Venezia più consapevole del «gioiello che ha, ossia la Marciana» e, con le varie mostre che ha organizzato, di avere informato i non addetti ai lavori delle ricchissime raccolte della biblioteca. Con il suo charme raffinato e sereno, Marino confessa di aver esaudito il sogno di vivere fra libri, gente colta e aver lavorato nell’istituzione culturale «più veneziana che c’è» e parla della Marciana come di una creatura che fa parte della sua vita e vuole sottolineare quanto questa sia importante per la continuità con l’antica Repubblica. Ma è anche un’istituzione ancora viva, nata sì nel 1468 e retta da bibliotecari patrizi, ma giunta ad oggi ancora pimpante e piena di vitalità. E ora che non ne è più il direttore, cosa vuol fare da grande? «Continuerò i miei studi sul dominio veneziano nel Levante, in Dalmazia e a Cipro, una presenza estremamente importante che ha segnato questi paesi, ora lacerati per il nazionalismo, il lato negativo della Storia». Non solo. Fra i progetti futuri, oltre alla speranza di diventare nonno, anche l’aumentare il suo impegno nell’Ateneo Veneto, di cui dirige la rivista da trent’anni, e all’Istituto di Scienze, Lettere e Arti, di cui è socio effettivo, oltre che continuare a lavorare nell’Associazione nobiliare regionale veneta, di cui è anche presidente, nella speranza che interi archivi e biblioteche non rimangano in cantina ma riemergano per dare nuova luce a fatti storici o a personaggi particolari e magari dimenticati.

Il principe delle biblioteche
Standing ovation per il principe delle biblioteche, Marino Zorzi, al momento della premiazione nelle Sale Apollinee della Fenice quale «Veneziano dell’anno 2007», il riconoscimento dato dall’Associazione Settemari a chi, con lo spirito autentico della gloriosa storia della Serenissima, opera per il bene della città. Una mattinata intensa anche per l’intervento del sindaco Massimo Cacciari, che ha definito Marino, per diciotto anni direttore della Biblioteca Marciana, «un vero umanista e non un filologo sedentario, un grande organizzatore culturale e un innovatore dal punto di vista tecnologico, essendo la Marciana la prima biblioteca a rendere accessibile su internet il proprio patrimonio». Cacciari, con gli occhi lucidi, parla anche di un altro evento che ha toccato profondamente la città: la morte dei due operai a Marghera per i quali ha chiesto un minuto di silenzio. «Non è possibile che si muoia per scaricare una nave, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. Non scalavano l’Everest e non stavano andando sulla Luna, lavoravano per un piccolo stipendio. Dobbiamo lavorare tutti insieme perché queste tragedie non accadano più». Poi la premiazione riprende, con gli interventi di Alfredo Borsato, presidente del Comitato promotore della Settemari e Giovanni Sanmartini, presidente della Carive, sponsor della manifestazione. Della «laudatio» per Zorzi si è fatta onere Maria Francesca Tiepolo, per anni direttore dell’Archivio. Simpatica, ironica, grande affabulatrice, la contessa era molto emozionata: veneziana dell’anno nel 1983, definisce questo «un premio che sale dal cuore della città e non scende dall’alto sul cursus honorum». Parla della simbiosi tra Marino e la Libreria di San Marco, della sua sapienza civile al servizio della città, dei suoi avi di origine patrizie, del doge Marino e di Beneto, bibliotecario, il suo grande predecessore, che fu tra i promotori della chiamata di Galileo all’università patavina. Pergamena e medaglia in oro per Marino Zorzi, che dice: «lavorare alla Marciana è stato un privilegio, la via per entrare nei grandi fatti della Storia. Sono veramente commosso per questo riconoscimento, che come si dice a Venezia è fin massa e voglio condividere con i miei collaboratori».
Alessandra Artale
Signore e Signori, nel porgere i saluti della Associazione Settemari, del suo presidente Pierluigi Borella e del consiglio direttivo, mi accingo nella veste di socio fondatore e presidente onorario che coordina il comitato promotore a dare inizio alla cerimonia di conferimento del titolo di “Veneziano dell’anno” che giunge con questa alla sua ventinovesima edizione.
Certo di esprimere oltre ai sentimenti del nostro comitato anche il pensiero di quanti ci conoscono e ci sono vicini, desidero ringraziare coloro che il medesimo riconoscimento avevano ottenuto negli anni precedenti e che oggi sono qui con noi in questa sala.
Appare in primis doveroso rivolgere la nostra riconoscenza per la preziosa ospitalità e disponibilità offerteci dal Sindaco Massimo Cacciari e da G. Paolo Vianello, sovrintendente che ci hanno consentito ancora di tenere l’odierna manifestazione nella “splendidezza”, usando un termine dei secoli scorsi, nelle sale apollinee di questo nostro teatro.
Al Sindaco Cacciari, altresì, un ulteriore grazie per aver concesso il patrocinio del Comune di Venezia alla nostra iniziativa.
Il nostro Comitato, che esprime con la loro presenza, la continuità partecipativa dei soci fondatori alla vita del sodalizio, ha potuto avvalersi anche per questa edizione della fattiva collaborazione della Cassa di Risparmio di Venezia qui presente con il Presidente Giovanni Sanmartini al quale desideriamo ancora una volta testimoniare la nostra gratitudine per avere affiancato la nostra iniziativa per questa edizione del premio.
Con questo riconoscimento riferito all’anno 2007 appena trascorso, il premio “Veneziano dell’anno” è giunto alla sua ventinovesima edizione, mentre l’Associazione Settemari ha compiuto i suoi primi trent’anni di vita.
Chiamando Settemari l’associazione, nata il 14 luglio del 1977, i fondatori avevano inteso ricordare l’esistenza in epoca classica di un percorso acqueo endolitoraneo che attraverso e “atrianorum paludes quae septem maria appellantur” consentiva la navigazione, in ogni condizione di tempo e al riparo dai pericoli del mare aperto,da Ravenna fino ad Altino e Aquileia, intendendo altresì fare anche riferimento alla espressione “navigar i sete mari” che nei tempi passati veniva comunemente riferita al popolo delle lagune in riconoscimento della sua millenaria vocazione marittima.
Un trentennio trascorso con assidua presenza e discrezione nei fatti e nella vita della città, attraverso l’offerta del proprio modesto ma significativo contributo nel mondo delle tradizioni della cultura veneziana, mediante la promozione di iniziative sempre legate ai non secondari aspetti della nostra civiltà lagunare.
Oggi il sodalizio, costituito da oltre un centinaio di soci, opera nello spirito dello statuto che si prefigge di “concorrere alla realizzazione di ogni iniziativa il cui obbiettivo sia culturale, sportivo, ricreativo e sociale nel quadro delle più schiette tradizioni veneziane, avendo cioè come obbiettivo fondamentale la conservazione del modo di vivere delle genti lagunari ed il perpetuarsi della venezianità.
Attualmente l’Associazione, presieduta da Pierluigi Borella e con gli organi direttivi assidui e diligenti interpreti delle finalità statutarie, opera attivamente non solo nel solco tracciato dai Fondatori, ma anche realizzando con entusiasmo nuove idee e nuove iniziative.
Più volte, in occasione del conferimento del titolo di “veneziano dell’anno” abbiamo ricordato come le persone designate siano idealmente una vicina all’altra e seppure con diverse motivazioni legate dall’essere o sentirsi Veneziani non per un mero fatto anagrafico, ma bensì per uno speciale “stato d’animo”.
Consapevoli di non dover nulla a nessuno e nemmeno a correre incontro a qualche ipotetica “captatio benevolentiae” in tutte queste 29 edizioni il Comitato ha sempre assunto le decisioni in libera autonomia, ponendo una decisa attenzione agli accadimenti che si sono succeduti nei “momenti diversi” della vita della nostra città, ritenendo, proprio per le nostre caratteristiche di non allineamento di poter essere in qualche modo gli interpreti e i portatori del pensiero di larga parte della società civile ed è su questo presupposto che la scelta del designato viene sempre fatta alla unanimità.
I Veneziani autentici, nello spirito ereditato dalla antica Serenissima alla quale ci siamo sempre richiamati, sono quelli che nella vita comunitaria operano con rispetto, con amore per il bene della intera civitas ed è certamente su questi valori che ci siamo sempre orientati nello attribuire il riconoscimento ed il significato squisitamente morale che lo stesso comporta.
Conferendo il titolo di Veneziano dell’anno a Marino Zorzi abbiamo ritenuto di onorare il nostro illustre concittadino direttore della Biblioteca Nazionale Marciana che, nella convinzione che le raccolte marciane meritassero di essere sempre meglio studiate e anche conosciute da un pubblico più vasto, realizzando mostre e importanti iniziative editoriali ,consolidando altresì una proficua cooperazione culturale con istituzioni di tutto il mondo, ha contribuito con l’eleganza e la discrezione che le sono proprie, al prestigio della nostra città.
ALFREDO BORSATO


L'intervento del sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha ricordato giustamente
l'incidente accaduto l'altro giorno in cui hanno perso la vita due operai.
Un'attenta platea segue i vari interventi che si susseguono
L'intervento del presidente della Cassa di Risparmio di Venezia Giovanni Sammartini sottolinea pure la volontà della Banca
ad essere sempre più presente nel territorio veneziano per promuovere attività che valorizzino la città.
Il direttore Zorzi accanto a due "già" Veneziane dell'Anno: lady Frances Clarke (2006) e Barbara di Valmarana (2003)

L'intervento del coordinatore del premio, Afredo Borsato.
Il nuovo labaro dell'Associazione Settemari
Il simpatico, colorito e gradito intervento dell'amica Maria Francesca Tiepolo, "già" Veneziana dell'Anno 1983.
Applausi per il cordiale e informale discorso di presentazione del premiato direttore Zorzi da parte dell'amica Maria Francesca Tiepolo.
Un divertito Marino Zorzi durante l'intervento dell'amica Maria Francesca Tiepolo.
...ed ora la premiazione.
Il presidente dell'Associazione per Luigi Borella legge la motivazione.
Nel suo discorso il neo premiato Marino Zorzi ha voluto ringraziare la moglie
per averlo incoraggiato ad intraprendere questa nuova avventura alla Marciana.
Alcune delle autorità intervenute alla premiazione.
Marino Zorzi con il presidente Pier Luigi Borella mostra la pergamena recante la motivazione.
Ancora Marino Zorzi con il sindaco di Venezia Massimo Cacciari
da sinistra: il coordinatore del Premio, Alfredo Borsato, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari,
il protagonista della giornata Marino Zorzi, il presidente della Settemari Pier Luigi Borella
I Veneziani dell'Anno presenti alla premiazione (da sinistra):
Palmiro Fongher (1988) - Marino Zorzi (2007) - Barbara di Valmarana (2003)
Piero Rosa Salva (nascosto, 1995) - lady Frances Clarke (2006) - Giorgio Crovato (1978) - Bruno Tosi (1984)















