
E' Lady Frances Clarke il "Veneziano dell'Anno 2006"
E' Lady Frances Clarke il "Veneziano dell'anno 2006". La dolce signora inglese che ha scelto Venezia come "sua" città e l'Italia come seconda patria sarà premiata domenica, alle 10.30, nelle sale Apolinee della Fenice dall'associazione Settemari proprio per il suo costante amore verso Venezia, ma soprattutto per la sua instancabile opera di salvaguardia dei monumenti veneziani. Dopo il saluto del sindaco Massimo Cacciari, il giornalista "veneziano dell'anno" Alessandro Meccoli introdurrà la vincitrice.
Ieri la presentazione ufficiale del premio da parte di Settemari e Carive nella sede di campo San Luca. Presenti numerosi "veneziani dell'anno". «La paura è che in futuro vi siano più veneziani dell'anno che cittadini di Venezia» hanno scherzato i fratelli Giorgio e Maurizio Crovato, i primi a ricevere, nel 1978, il prestigioso premio "Veneziano dell'anno", ideato e promosso dall'associazione Settemari con il sostegno di Carive. «Non si è veri veneziani - ha aggiunto Maurizio Crovato - unicamente risiedendo a Venezia, ma operando attivamente per la città e la sua salvaguardia, come Lady Frances che si è dimostrata veneziana tre volte». Il direttore Massimo Mazzega ha invece sottolineato come sia stato facile per Carive aderire all'iniziativa: «Settemari premia i veneziani, cioè quanti lavorano per la città. La nostra è la banca delle persone».
Il XXVII Premio Veneziano dell'anno per il 2006 è stato assegnato alla signora Frances Clarke "per il pluridecennale e costante impegno dedicato con lucida determinazione a sollecitare, ovunque nel mondo, risorse e sostegni per la salvaguardia di Venezia", "operando con discrezione e amore prima a fianco del marito Ashley e quindi nel suo ricordo e nel solco fecondo da lui tracciato, anche nella sua veste di prestigiosa ambasciatrice di "Venice in Peril".
«Sono molto onorata, ma non merito questo riconoscimento - ha affermato commossa Lady Clarke, raggiunta telefonicamente a Londra, dove è occupata per una settimana di beneficenza in favore della chiesa anglicana di San Vio -. Il premio va a tutte le persone che hanno sostenuto questi anni di campagna per la salvaguardia di Venezia. Siamo venuti nella città lagunare per appoggiarla. Mio marito Ashley è stato premiato nel 1993, io ho solo continuato la sua opera». Veneziana dal 1969, lady Frances vive in laguna almeno sette mesi l'anno; torna a Londra, dove ha conservato una piccola abitazione, per le feste natalizie e i mesi estivi, per trovare parenti e amici. Venezia è veramente la sua città: «E' un ambiente così bello e anche i veneziani sono così cari, sono la mia famiglia. Non voglio rimanere a Venezia se non posso essere utile, ben inteso senza imporre cose che non sono gradite. Per questo motivo sono in stretto collegamento con il Ministero per i Beni culturali e la Soprintendenza». Ai suoi "familiari" veneziani fa una raccomandazione: «Collaboriamo tutti insieme per la salvezza della città. Il veneziano ha buone idee, ma è individualista. E invece per Venezia bisogna combattere unendo le forze».
Daniela Ghio
Lady Frances Clarke veneziana dell'anno
Il sindaco Cacciari: "Dobbiamo prendere esempio da lei e da quello che ha fatto per noi"
Lady Frances Clarke è il "Veneziano dell'anno 2006". Il premio assegnato dall'associazione «Settemari» in collaborazione con la Carive le è stato consegnato ieri nelle sale Apolinee del Teatro La Fenice. «I veneziani devono prendere esempio da Lady Frances Clarke: ho sempre ammirato le sue poche parole e i suoi molti fatti in quella che molti definiscono una "laguna di chiacchiere" - ha detto Cacciari - Sotto il suo impulso Venezia ha conosciuto tanti interventi di restauro, migliaia di miliardi di vecchie lire. La sfida della salvaguardia ora sta a noi. Non c'è più il problema di risorse, ma di restauri mirati per insediare nuove attività, come ad esempio l'Arsenale. Si tratta di crederci per la riqualificazione sociale e culturale della nostra città. Qui non basterà Lady Clarke, occorre una cittadinanza, altrimenti la città è inevitabilmente destinata a una prospettiva turistico-museale che invece auspichiamo di evitare».
«Ha ragione il sindaco, l'intervento più urgente per Venezia è oggi quello di riportare gli abitanti». Lady Frances, assai commossa per un premio che, continua a ripetere, non ha meritato, vede nello spopolamento del centro storico il problema più grave della città lagunare. «Bisogna fare in modo che i veneziani ritornino - afferma convinta - cercando incentivi e facilitazioni, incidendo sull'occupazione, sulle economie e soprattutto sulla residenza. Il problema della casa è il più scottante: non esiste un controllo degli affitti e i prezzi degli appartamenti sono ormai alle stelle». La lady inglese vede reale lo spettro della città museo. «La Fenice è rinata come deve rinascere Venezia - continua - ricordo quando è bruciata, ero vicina al sindaco Cacciari, l'ho visto piangere. Ora è solo un brutto ricordo. Può essere lo stesso anche per Venezia».
All'età di 76 anni non è ancora stanca di darsi da fare per trovare fondi per i restauri di Venezia? «Quando, anni fa, il sindaco Cacciari mi ha fatta cittadina onoraria mi ha dato un onore ma anche un onere. Del resto non posso non fare: amo Venezia, il calore degli abitanti, la loro gentilezza, mi sento proprio a casa mia».
Ma è vero che nel 1969 non voleva venire a vivere nella città lagunare? «E' verissimo, ho avuto diverse discussioni in proposito con mio marito. Eravamo appena tornati a Londra da Roma, dopo anni vissuti all'estero nelle ambasciate e volevo godermi la mia casa. Ashley invece volle rispondere subito all'appello del governo italiano di formare un comitato per la salvaguardia di Venezia. E così, alla fine, mi ha convinto e siamo venuti. E ancora oggi continuo la sua opera nel "Venice in peril found". Attualmente stiamo interessandoci del recupero dell'antica gru in ferro, di manifattura inglese dell'Arsenale. Siamo sempre alla ricerca di fondi in tutti i modi possibili: da anni, per esempio, abbiamo un accordo con una catena di pizzerie inglesi, grazie al quale se si sceglie nel menù la pizza veneziana ci vengono versati 5 pence.
Daniela Ghio
Signor Sindaco, Signor Console di Sua Maestà Britannica, autorità civili e militari, Signore e Signori, nel porgere i saluti della Associazione Settenari, del suo presidente Pier Luigi Borella e del consiglio direttivo, mi accingo nella veste di socio fondatore e presidente onorario che coordina il comitato promotore a dare inizio alla cerimonia di conferimento del titolo di "Veneziano dell’anno" che giunge con questa alla sua ventottesima edizione.
Certo di esprimere oltre ai sentimenti del nostro comitato anche il pensiero di quanti ci conoscono e ci sono vicini, desidero ringraziare coloro che il medesimo riconoscimento avevano ottenuto negli anni precedenti e che oggi sono qui con noi in questa sala, Barbara di Valmarana, Alessandro Meccoli, Paolo Gardin, Piero Rosa Salva, Bruno Tosi, Palmiro Fongher, Giorgio e Maurizio Crovato.
Appare in primis doveroso rivolgere la nostra riconoscenza per la preziosa ospitalità e disponibilità offerteci dal Sindaco Massimo Cacciari e da G.Paolo Vianello, sovrintendente che ci hanno consentito ancora di tenere l’odierna manifestazione nella "splendidezza", usando un termine che era stato dedicato nei secoli scorsi al nostro meraviglioso teatro che, nel segno del suo nome, ritroviamo com'era e dov'era.
Al Sindaco Cacciari, altresì, un ulteriore grazie per aver concesso il patrocinio del Comune di Venezia alla nostra iniziativa.

La rassegna riscosse un rilevante successo e una sensibilizzazione non solo locale e la stampa nazionale ed europea dimostrò vivo interesse al problema del degrado ambientale conseguente all’abbandono dell’arcipelago lagunare, generando altresì numerosi studi, tesi di laurea e seminari sull’argomento. Fu anche scritto da un notista su un settimanale nazionale di larghissima diffusione, che in uno scarno calendario di iniziative culturali, la rassegna sulle isole abbandonate della laguna promossa da una sconosciuta associazione locale, costituiva l’aspetto più significativo della cultura a Venezia in quell’inizio d’estate.
Fu a seguito del successo della rassegna che, nel corso di una serata festosa alla fine della stagione remiera 1978 nel mese di novembre, esprimendo il nostro apprezzamento ai gemelli Crovato e donando a loro una medaglietta d'oro con l’immancabile leone di San Marco nostro, ebbi allora a dire, certamente in quel momento con voluta esagerazione: Voi siete certamente i veneziani più famosi dell'anno che si sta concludendo, siete perciò i primi di una serie di cittadini o istituzioni eccellenti che ogni anno andremo a indicare come "veneziani dell’anno". Fu così dunque, quasi per caso, che nacque il premio "Veneziano dell’anno".
Oggi il riconoscimento è giunto alla sua ventottesima edizione, mentre l’Associazione Settemari festeggerà nel prossimo mese di luglio i suoi primi trenta anni di vita. Un trentennio trascorso con assidua presenza e discrezione nei fatti e nella vita della città, attraverso l'offerta del proprio modesto ma significativo contributo nel mondo delle tradizioni , della cultura e dello sport promovendo iniziative che hanno stimolato l'attenzione verso trascurati, ma non secondari, aspetti della nostra "civiltà lagunare".
Un filo invisibile lega fra di loro i nomi delle persone e delle istituzioni a cui, dal 1978 a oggi è stato conferito il riconoscimento di Veneziano dell'anno. Un comune denominatore che si richiama idealmente all’articolo terzo dello statuto sociale, "avendo quale obbiettivo fondamentale la conservazione del modo di vivere delle genti lagunari ed il perpetuarsi della venezianità". Sintesi, questa, delle finalità e degli intenti che hanno formato sin dagli esordi l'azione e l'impegno del sodalizio.
Nuove generazioni oggi (ed è giusto ricordare come la formazione di questo ricambio e l'adesione di giovani Veneziani al nostro spirito ci doni la soddisfazione di avere svolto con correttezza il dettato statutario) vivono la vita associativa dando continuità e sviluppo al Sodalizio con un sensibile incremento delle iscrizioni mirato ad una più larga diffusione della Voga alla veneta.
Attualmente l'Associazione, presieduta da Pier Luigi Borella e con gli organi direttivi ampiamente rinnovati, è una associazione giovane composta da giovani, che opera con diligente assiduità non solamente nel solco tracciato da chi li aveva preceduti, ma anche apportando nuove idee e nuove iniziative degne di apprezzamento.
Nell'anno appena scorso due luttuosi eventi hanno colpito il sodalizio: la immatura perdita del socio fondatore Enrico Barbato e quella più recente del nostro carissimo amico e sostenitore avvocato Lanfranco Caniato. Per loro il costante sentimento del nostro commosso ricordo.
Più volte, in occasione del conferimento del titolo di "veneziano dell’anno" abbiamo ricordato come le persone designate siano idealmente una vicina all'altra e seppure con diverse motivazioni legate dall’essere o sentirsi Veneziani non per un mero fatto anagrafico, ma bensì per uno speciale "stato d'animo".

I Veneziani autentici, nello spirito ereditato dalla antica Serenissima alla quale ci siamo sempre richiamati, sono quelli che nella vita comunitaria operano con rispetto, con amore per il bene della intera civitas ed è certamente su questi valori che ci siamo sempre orientati nello attribuire il riconoscimento ed il significato squisitamente morale che lo stesso comporta.
Conferendo il titolo di Veneziano dell’anno a Frances Clarke abbiamo ritenuto di onorare la illustre concittadina che da quasi quarant'anni vive a Venezia e che, vera anima del Comitato Britannico "Venice in Peril", si è impegnata e continua ad impegnarsi a sollecitare sostegni e risorse per Venezia in seno ai Comitati Internazionali sorti per la salvaguardia di Venezia per la conservazione e la tutela della città e della sua laguna, con un orgoglioso ed encomiabile senso di appartenenza alla nostra comunità urbana.
ALFREDO BORSATO



La sala verso le 10 è quasi piena di gente venuta a omaggiare Lady Clarke


Iniziano gli interventi dei relatori: Alfredo Borsato, presidente del comitato Promotore del Premio "Veneziano dell'Anno"


Il pubblico, con lady Clarke in prima fila accanto al Presidente dell'Associaizone Settemari
Pier Luigi Borella ascolta l'intervento del Direttore di CaRiVe Massimo Mazzega.


Non poteva mancare a questo importante evento,
un breve ma appassionato intervento del Sindaco di Venezia Massimo Cacciari.


Ed alla fine un esauriente esposizione a 360° del giornalista-scrittore Alessandro Meccoli
sulla attività di lady Clarke (ed di suo marito Ashley, prima) iniziata dopo la grande alluvione del '66.
Lady Frances Clarke e Pier Luigi Borella


La lettura della motiovazione con cui viene assegnato il Premio Veneziano dell'Anno a Lady Frances Clarke,
la consegna della pergamena e il suo breve e sentito ringraziamento


Immancabile la foto di gruppo ed il brindisi finale.



Ed ora il sontuoso rinfresco sempre nelle Sale Apollinee...















