Veneziano dell’anno 2016

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Domenica 15 gennaio 2017 è stato assegnato presso il Teatro la Fenice di Venezia il premio Veneziano dell’anno 2016 che la Associazione Settemari attraverso il Comitato Veneziano dell’anno ha consegnato al Maestro Pino Donaggio.

La cerimonia è iniziata alle 10.30 nella grande sala Apollinea gremita oltremodo come sempre in questa occasione, in cui sono confluite centinaia di persone a dimostrazione dell’intenso affetto verso questo appuntamento.

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Il Presidente del Comitato Alfredo Borsato ha dato il via alla manifestazione facendo accomodare gli ospiti e introducendo il Maestro Claudio Scimone che ha voluto, assieme ad una formazione ridotta dei Solisti Veneti, rendere un omaggio a Pino Donaggio con l’interpretazione di due suoi brani dal titolo “Eccesso” e “Lettera”.

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Al termine gli applausi e il caloroso abbraccio tra i due musicisti hanno dato la stura al susseguirsi di emozioni che da li in poi avrebbero pervaso la sala.

In pochi minuti sul palchetto sono stati allestiti i tavoli e i microfoni davanti ai quali si sono accomodati il Presidente del Comitato promotore del “Veneziano dell’anno” Alfredo Borsato, il Sindaco Luigi Brugnaro, la Presidente della Associazione Settemari Luisa Vianello e il giornalista Maurizio Crovato.

Il saluto del Sovrintendente della Fenice Cristiano Chiarot, chiamato a fare gli onori di casa, ha ripercorso la collaborazione di Donaggio con l’Ente Lirico nei suoi aspetti trascorsi e futuri, tratteggiando già in quelle parole l’orgoglio che la Fondazione prova nell’avere la sua collaborazione come artista e come veneziano.

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Alfredo Borsato ha introdotto la cerimonia salutando le autorità Civili e Militari, ricordando l’importanza di questa manifestazione e il ruolo della Associazione Settemari che proprio nel 2017 compie i 40 anni di attività e che vede da febbraio 2016, prima volta nella sua storia, come Presidente una donna, la Dott.ssa Luisa Vianello, oltre al fatto che il Consiglio Direttivo dell’Associazione si fregia di una maggioranza “rosa” di 5 componenti su 9.

Chiamato a dare il suo contributo il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro dopo aver ringraziato la Settemari per lo svolgimento delle sue attività e il costante collegamento con il territorio che si esprime anche premiando personalità che danno tanto alla città di Venezia senza chiedere nulla, ha voluto porre l’accento su due aspetti ritenuti di particolare importanza e valore: il lavoro e la passione. Rivolgendo ai giovani lo sguardo e le parole ha sottolineato come le proprie passioni vadano perseguite con entusiasmo e impegno, lavorando per esse con serietà e convinzione, senza cedere troppo o troppo spesso allo sconforto e alla critica, ma mettendo anche al servizio della collettività le capacità, il talento e l’esperienza chi si possiedono. In tal modo altri artisti, altri piccoli Pino Donaggio potranno crescere e continuare a dare lustro a Venezia e al Paese intero.

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La scaletta, scandita dagli applausi, ha quindi previsto un saluto che il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, impossibilitato a presenziare, ha indirizzato alla Presidente Vianello pregandola di leggere il messaggio del quale riportiamo un estratto: “Desidero, con la presente, porgere il saluto della Regione del Veneto al Maestro Donaggio, un grande musicista e compositore, che si è distinto nel mondo per la sua sensibilità musicale e l’instancabile voglia di sperimentare, passando dal violino al canto per giungere alle colonne sonore che hanno reso indimenticabili tanti film.
Un ringraziamento è doveroso in questa sede rivolgere all’Associazione Settemari che da anni persegue l’importante compito di recuperare, salvaguardare e valorizzare le tradizioni, simbolo della civiltà veneziana.”
Cordialmente
Luca Zaia

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Altri applausi hanno introdotto l’intervento di Maurizio Crovato, chiamato a ripercorrere le tappe artistiche e umane di Pino Donaggio, ricordandone gli esordi come giovanissimo violinista nei Solisti veneti, poi come autore di brani “alla moda” durante i favolosi anni ’60 che videro questo giovane autore comporre brani divenuti celeberrimi e tradotti e cantati ovunque, diventando repertorio di grandissimi interpreti. Da li il passaggio, nel 1973, come autore di musiche per il cinema; colonne sonore che hanno accompagnato e arricchito le opere di registi quali Brian De Palma (con cui si stabilisce uno dei sodalizi più celebri e fecondi della Storia del Cinema), Dario Argento, Liliana Cavani, Roberto Benigni e Massimo Troisi (“Non ci resta che piangere”), Leonardo Pieraccioni e David Bowie (“Il mio west”), Giuseppe Ferrara (“Il caso Moro” e “Giovanni Falcone”). Immancabile è la collaborazione con la televisione per la quale attraverso moltissime realizzazioni e diverse emittenti compone sigle e musiche per alcune tra le più importanti Produzioni e fiction degli ultimi 20 anni.

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Proiettando un breve filmato di un giovanissimo Pino Donaggio che nel 1963 canta e balla il twist durante un video del suo brano “Giovane giovane” Maurizio Crovato imbarca tutti in una sorta di tappeto volante su cui veniamo trasportati in atmosfere un po’ scolorite ma del tutto genuine, regalandoci una sottile malinconia e una accogliente nostalgia con cui ognuno ha fatto i conti e che sicuramente anche al Maestro Donaggio non avrà risparmiato un piccola nota di commozione; che si fa più sincera quando un altro video proietta il saluto che Bebe Vio, Veneziana dell’anno 2015 che non era presente dati i moltissimi impegni, non ha voluto far mancare e con la quale si è complimentata ricordando l’emozione vissuta in tale occasione, ricordando quanta fortuna le ha portato questo Premio e raccomandando a Pino Donaggio di stare attento a non commuoversi davanti a tutti, cosa che sicuramente non sarà facile . . .

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Giunto il momento della premiazione Alfredo Borsato srotola la pergamena e legge la motivazione del Premio, mentre il Sindaco cinge al collo di Donaggio la medaglia commemorativa con la quale viene accolto da alcuni premiati delle scorse edizioni presenti in sala e dai quali viene festeggiato con affetto e abbracciato, come idealmente da tutto il pubblico.

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Uno scrosciante applauso riempie la sala e visibilmente commosso il Maestro ringrazia e si sofferma su alcune frasi in cui ci racconta un po’ della sua vita, da “pescatore di note” e del grande amore per Venezia e per quell’acqua da cui non può separarsi e che è elemento imprescindibile per le sue creazioni.

Poi, quasi naturalmente e quasi dedicando alla sua e nostra Venezia le parole del suo brano più famoso, inizia a cantare e chiede ai presenti di essere accompagnato in quello che diventerà un momento bellissimo in cui tutti gli si faranno attorno con la voce . . .  “io che non vivo più di un’ora senza te, come posso stare una vita senza te? Sei mia . . . sei mia . . . “