| L'OLOCAUSTO CAMBOGIANO AL CENTRO DELLA RASSEGNA DEDICATA A TIZIANO TERZANI |
| «Onorare la memoria di Tiziano Terzani, portando avanti e diffondendo il suo pensiero e, al contempo, raccontare momenti di storia che fanno riflettere». Così Roberta Pierobon presenta la 4. edizione di "Quel che non è dato è perso - Omaggio a Tiziano Terzani per una cultura della pace", quattro giorni dedicati al grande giornalista, corrispondente di guerra, esperto di Paesi asiatici, scomparso nel 2004. L'iniziativa ideata e diretta da Pierobon, in collaborazione con l'associazione Settemari , sarà incentrata quest'anno sul dramma dell'olocausto cambogiano, narrato da Terzani nel suo libro postumo, in libreria dallo scorso febbraio "Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia". Si inizia martedì prossimo, 3 giugno, alle 18 alla Scuola San Giovanni Evangelista con l'incontro dedicato al genocidio cambogiano e la proiezione del film "Il macellaio di Phnom Penh" di Mario Zanot. Parteciperanno il regista, Zanot, Angela Terzani e Dieter Schlesak. Claudia Meschini dal Gazzettino del 1/6/2008 |
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| TIZIANO TERZANI TORNA A VENEZIA |
| Tiziano Terzani torna a Venezia. Le giornate dedicate al pensiero del giornalista-scrittore toscano scomparso nel 2004, giunte alla quarta edizione, stanno diventando un appuntamento classico, ma soprattutto l'occasione per dibattere su mondi e tragedie dimenticate. Lo scorso anno la lente d'ingrandimento venne puntata sul genocidio del popolo armeno, quest'anno verrà ricordato lo sterminio dei cambogiani ai tempi del sanguinario regime di Pol Pot: pagine di storia ingiallite dal tempo, ma che rischiano di essere replicate in altre aree lontane del pianeta. E il pensiero corre immediatamente al Tibet. I drammi dimenticati e il dovere di combattere i crimini contro l'umanità sono il filo conduttore delle quattro giornate di "Quel che non è dato è perso", la rassegna, organizzata dall'Associazione Settemari , che prenderà il via oggi pomeriggio a Venezia. Un percorso, fatto di dibattiti, presentazione di libri e film, che si propone di stimolare la riflessione. «Il pensiero non violento di Terzani, che tanta attenzione ha riscosso, soprattutto tra i giovani - spiegano gli ideatori della manifestazione - è oggi più che mai attuale. Purtroppo viviamo in un mondo che corre, e non si ferma ad aiutare chi è in difficoltà». Si parte proprio dalla Cambogia, uno dei paesi più amati da Tiziano Terzani, che trascorse una lunga parte della sua via da inviato in estremo Oriente, con la proiezione (oggi, martedì, alle ore 18 alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista" de "Il macellaio di Phon Penh" di Mario Zanot, film-documentario sul genocidio compiuto dai Khmer rossi. Si tratta di un'anteprima del lavoro del regista Zanot che contiene l'agghiacciante intervista al professor Duch, il direttore del campo di sterminio di Phon Penh, dove furono uccisi 16mila cambogiani. La seconda giornata, domani, mercoledì 4 giugno, sarà dedicata alle violazioni dei diritti umani. Appuntamento alle 17 all'Ateneo Veneto con "Da Tienanmen a Baghdad: viaggio nella violazione dei diritti umani" una serie di testimonianze sulla realtà che si vive oggi in Cina, Tibet, Pakistan, Afghanistan e Iraq, portate da giornalisti che hanno compiuto reportage in quei Paesi, ma soprattutto da esponenti locali della lotta per il rispetto dei diritti umani. "La magistratura internazionale ed i crimini contro l'umanità" è il tema della terza giornata (giovedì 5, nella sede del Casinò a Ca' Vendramin Calergi ore 17) con la presentazione del libro "Sulle regole" di Gherardo Colombo. L'autore si confronterà con il professor Antonio Papisca, direttore del Centro di ricerca sui diritti umani dell'Università di Padova. Nella serata di giovedì alle 21.30, sempre a Ca' Vendramin, verrà proposto lo spettacolo "Bilial, storie, canti e immagini di clandestini", tratto dall'omonimo libro di Fabrizio Gatti (vincitore del premio Terzani 2008) e musicato da Gualtiero Bertelli. Chiusura venerdì 6 giugno alle 21 al teatro Malibran di Venezia con una serata dedicata proprio a Tiziano Terzani e alla Cambogia, con la presentazione del libro "Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia". Al dibattito parteciperà anche la moglie dello scrittore scomparso, Angela Staude. Tutti gli ingressi sono liberi, solo per i due appuntamenti della sede del Casinò è necessario ritirare l'invito. Per informazioni: www.settemari .com oppure 331/86.46.890. dal Gazzettino del 3/6/2008 |
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| TERZANI, QUEL CHE NON E' DATO E' PERSO - ALLE RICERCA DI UNA CULTURA DELLA PACE |
| Ha preso il via alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista - con la proiezione del filmato inedito "Il macellaio di Phnom Penh" di Mario Zanot - la quarta edizione di "Quel che non è dato è perso - Omaggio a Tiziano Terzani per una cultura della pace", iniziativa ideata e diretta da Roberta Pierobon in collaborazione con l'associazione Settemari.
Quattro giorni dedicati al grande giornalista, corrispondente di guerra, esperto di Paesi asiatici, scomparso nel 2004, un'occasione per ricordare Terzani ma anche per raccontare momenti di storia che fanno riflettere, in questo caso il dramma dell'olocausto cambogiano che lo scrittore fiorentino narra nel suo libro postumo "Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia", volume che sarà presentato venerdì 6 - al Teatro Malibran - in presenza di Angela Terzani Staude, la "moglie speciale" come la definiva Terzani, la donna che aveva conosciuto a 17 anni intuendo immediatamente di aver trovato l'altra metà con cui condividere il "come guardare il mondo" e "il dove andare". Di cosa tratta questo libro? "La storia comincia nel 1972 - spiega Angela Terzani - quando approdiamo in Asia con i nostri due bambini, e finisce nel 1994, quando ci trasferiamo in India, l'ultima fase della vita di Tiziano. Fra queste due date avvengono guerre, rivoluzioni, la sconfitta degli Americani in Asia e la presa del potere dei comunisti in Indocina, il genocidio in cambogiano e il massiccio intervento delle Nazioni Unite per riportare il Paese alla normalità. Tiziano continuava a tornare in Cambogia, dove seguiva, in piccolo, i grandi cambiamenti del mondo. E col cambiare del mondo cambiava anche lui, abbandonando a poco a poco ogni fiducia nell'ideologia in cui aveva creduto". Perchè «Fantasmi»? "Perchè Tiziano li sentiva dappertutto in Cambogia. All'inizio della guerra li sentiva fra la gente imbevuta di supestizioni, poi fra i sopravvissuti a un genocidio che aveva eliminato un terzo della popolazione. Quei fantasmi che ricompaiono in tanti suoi articoli cambogiani, allundono ai "prolungamenti" di ogni persona verso un mondo invisibile che già allora Tiziano sentiva così forte". Partecipare costantemente alle celebrazioni organizzate in memoria e in omaggio a suo marito è una fonte di gioia e di soddisfazione o rinnova ogni volta il dolore per la sua scomparsa? "Visto che Tiziano non può tornare, questi incontri in cui lo si ricorda sono per me una fonte di gioia. Ogni volta c'è qualcuno che parla di lui in modo nuovo, facendolo vedere anche a me sotto un profilo diverso. Ho potuto ripensare a quello che di Tiziano mi era sfuggito, a certe sfumature non colte nel normale scorrere delle giornate. Così, questi incontri si trasformano per me in un viaggio a ritroso nel nostro passato. Sono grata alle persone del loro interessamento". Claudia Meschini dal Gazzettino del 4/6/2008 |
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VENERDI' 6 GIUGNO - ORE 21, INIZIA LA SERATA AL TEATRO MALIBRAN
LA SEQUENZA DEL RITRATTO ESEGUITO
DA MARK
I SALUTI E I RINGRANZIAMENTI FINALI... |
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| ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO... |