Attività

Costituita attualmente da più di un centinaio di soci, l’Associazione Settemari ha da sempre attivamente contribuito al rilancio della “Voga alla Veneta” iniziando, nel novembre 1977, con il recupero e riutilizzo dell’ormai abbandonato Macello Comunale di San Giobbe, divenuto nei diversi anni un importante polo di società remiere della Laguna. Attualmente condivide insieme ad altre sette remiere lo spazio cantieristico di S. Alvise.

L’articolo 3 dello statuto sociale riassume e chiarisce le principali finalità del sodalizio, fondato il 14 luglio 1977:

“….. Concorrere alla realizzazione di ogni iniziativa il cui obiettivo sia culturale, sportivo, sociale, ricreativo, nel quadro delle più schiette tradizioni veneziane. Avendo cioè come obiettivo fondamentale la conservazione del modo di vivere delle genti lagunari e il perpetuarsi della venezianità.”

Tali finalità sono sempre state presenti in ogni settore della vita cittadina nell’impegno della Settemari.

Si ricorda in particolare che insieme alla Scuola Granda di San Marco ha “resuscitato” e rilanciato nel 1978 il Carnevale di Venezia, presto diventato molto conosciuto ovunque, ed ha pubblicato volumi dedicati alla storia della cantieristica tradizionale, ai grandi maestri d’ascia veneziani (tra i quali il riconosciuto socio Giovanni Giuponi) e ai plurisecolari rapporti in ambito economico, commerciale e sociale, fra Venezia ed il suo antico retroterra montano.

Nell’ambito culturale la Settemari ha portato all’attenzione generale il problema delle “isole abbandonate” con una mostra tenuta nel giugno 1978 che ebbe vasta eco anche fuori dai confini nazionali; ha ideato l’evento annuale del Veneziano dell’anno, premio divenuto un classico della vita cittadina attualmente arrivato alla 37^ edizione, ha istituito alcuni riconoscimenti sportivi sempre a tempistica annuale ed ha allestito diverse mostre importanti per la tradizione veneziana.

Conferenze, tavole rotonde, vita sociale in sede, raid remieri, vogate sociali e gemellaggi con analoghe Associazioni attive in altre località italiane ed estere testimoniano ancor oggi la vitalità del sodalizio nel continuare a “andar per acqua” a remi, che si auspica continui a costituire una delle caratteristiche imprescindibili della vita e della civiltà veneziana.