Settemari x 70 fioi

SETTEMARI x 70 FIOI


AGGIORNAMENTO (18/6/2010) Lo scorso venerdì 11 giugno si è organizzata una cena il cui ricavato è andato a favore del progetto “SEMENTI” di Claudio Turina e Padre Joel in Tanzania. Nell’occasione sono state anche proiettate alcune foto di quelle lontane (ma per noi vicine nel cuore) realtà. Claudio ha voluto subito ringraziare la Settemari e quanto sono intervenuti alla cena con una mail che qui sotto volentieri pubblichiamo.
“Ringrazio tutti voi per l'affettuosa serata a di raccolta fondi a favore del progetto “SEMENTI” per i contadini di Amani, Tanga, Tanzania. Il ricavato è stato di euro 600. Questo è l'importo esatto della metà della cifra prevista dal progetto stesso, che è di euro 1200. Ringrazio di cuore a nome di tutte le 71 famiglie di Amani.” Claudio Turina

(clicca sulle immagini per vedere la galleria)


AGGIORNAMENTO (29/9/2009) Cari Benefattori Care Benefattrici Ringrazio il Signore di avermi protetto durante i miei due mesi di continui spostamenti in Tanzania, per visitare e conoscere a fondo le necessità dei nostri orfani. Ringraziamo il Signore anche per averci riportati a casa, come si usa dire, sani e salvi, io, Angela Franzin e Giulio Morosinato. I nostri adottati stanno bene, sono seguiti con grande amore da P. Joel e si nota il loro miglioramento generale. Come in ogni progetto, bisogna preventivare un 10% di labilità e incertezza. Una decina tra i nostri 98 orfani adottati è stata sostituita: 4 ragazze si sono sposate e hanno lasciato la scuola; un ragazzo non vuole né studiare né lavorare; un ragazzo delle superiori è ripetente per la terza volta, quindi deve trovarsi un lavoro; quattro orfani sono letteralmente spariti dal villaggio, sottratti dai parenti del papà. Purtroppo  succede, causa la loro cultura, che quando muore il padre, alla mamma vengano sottratti i bambini, specialmente i maschi. Così è successo ad alcuni dei nostri. Le vedove, quando sono fortunate, si trovano nei loro tuguri di terra, in miseria assoluta e con la parte femminile della loro prole. Per noi europei, per la nostra storia e per il nostro presente, è impossibile capire e accettare le loro usanze. È impossibile vedere questa crudele realtà e non soffrire, non intervenire. lo farò di tutto per aiutare quelle scalze vite, prive di sogno e di speranza. Chiedo anche a voi di fare il possibile, di non dimenticare i nostri orfani. Sarebbe magnifico se potessimo impegnarci ad aiutare costantemente un orfano. Passare da uno all'altro e così sapere di avere sostenuto diversi orfani nell'arco della nostra vita. Vi dico questo perché ho visto, conosciuto, quindi il Signore e la mia coscienza non mi pennettono di tacere.

Con Fede, Speranza e Carità Claudio Turina Venezia, 1 settembre 2009


AGGIORNAMENTO (1/9/2009)

Giulio ha portato alcune foto della sua intensa esperienza presso il villaggio di Padre Joel e di Claudio Turina. Le pubblichiamo con grande gioia consapevoli che una foto vale più di mille parole.













AGGIORNAMENTO (5/7/2009)

Martedì 28 giugno 2009, Giulio è partito da Venezia, destinazione Dar Es Salaam in Tanzania, e da qui in quattro ore di autobus arriverà oggi al villaggio di Ngombezi.
Con lui, una valigia del peso di 31 chili, di sole cose per i ragazzi del villaggio quali medicinali e materiali vari per giocare al calcio, acquistati con il guadagno dalla vendita delle magliette “Settemari x 70 Fioi”.
Vogliamo pertanto ringraziare tutti coloro che hanno, attraverso l’acquisto, contribuito a questa iniziativa, ed i particolar modo: Marideli Sacchero, Davide Dalla Pasqua, Carlotta Carlotti, Anna Vio e Andrea Pagnin per i medicinali, Antonio D’Ippolito per le magliette da allenamento, e inoltre Lia Chinosi, Fabrizio Monselesan, Riccardo Burigana, Maurizio Paveggio, Pino Pistore, Gianni De Martin, Silvia Brinis, Berardo Di Francescantonio, Massimo Vianello, Piero Tapetto, Betta e Dodi, Luciano Rosada, Giancarlo Tegon, Trattoria al Bacaretto, Antonio Scarpa, Riccardo, l’Ordine degli Architetti, Geraldine Ludbrook, Jo Ann Titmarsh che si sono fatti carico della vendita e contribuito con offerte.
Oltre all’acquisto dei materiali, si è provveduto a versare l’intera somma rimasta pari a €. 400,00 sul C/C dell’associazione “Gocce d’Amore Universale”.
Non appena avremo notizie e foto , provvederemo a inserirle.

Grazie ancora,
Pigi e Tina.




Nella foto, Padre Joel (al centro) con Claudio Turina (a destra) nel villaggio di Ngombezi ove vive,
comune del distretto di Korogwe nella regione di Tanga in Tanzania.



L’incontro con Claudio Turina si è svolto il 3 aprile scorso presso la nostra sede di Rio Terà Barba Frutariol ed in questa occasione è stato proiettato un filmato con tutti i progetti realizzati da Claudio in giro per il mondo con il sostegno di molti benefattori che hanno creduto nella sua opera e nelle sue forze.

Anche noi della Settemari nel nostro piccolo, abbiamo voluto sostenere questa iniziativa organizzando appunto un incontro ed una cena durante la quale si sono anche venduti i libri di Claudio Turina e delle simpatiche magliette (ideate e confezionate ad hoc per lo scopo) per raccogliere fondi per sostenere le varie spese necessarie al mantenimento del villaggio presso Ngombezi.


La maglietta, davanti


La maglietta, dietro


La Tanzania, in centro Africa, con indicata la città di Ngombezi


Dettaglio della Regione del Tanga con indicato Ngombezi, comune di Korogwe


Ci sarebbero molte storie da raccontare, tutte diverse ma ugualmente importanti, qui ne vogliamo citare due, dal libro che Claudio Turina ha scritto: sono le storie di Nurudin e George. Nurudin è un giovane che ha contratto la poliomelite e che riesce a deambulare solo con l’ausilio delle stampelle; George è stato accecato e sfigurato dall’acqua bollente cadutagli addosso mentre sua madre stava preparando da mangiare; mentre stavano giocando un bimbo lo spinse nel fuoco e da lì iniziò il suo dramma. Oltetutto, essendo di famiglia molto povera, non potè essere iscritto in nessuno degli Itituti per ciechi, per cui è rimase analfabeta. Appena Claudio sentì questa storia e poi vedendo il ragazzo, si occupò immediatamente del caso e lo segnalò a Padre Joel affinché il ragazzo fosse inserito ad ogni costo in un Istituto per ciechi, con la promessa di seguirlo e sostenerlo fino alla fine del percorso formativo, che lo porterà ad avere quelle conoscenze che già hanno i suoi coetanei. Cluadio in questo passaggio afferma che certe situazioni estreme non possono passare indofferenti davanti ai nostri occhi. Ecco qui di seguito la foto di George come è ad oggi.





Claudio Turina con i suoi amici (a sinistra) e durante l’estrazione dell’acqua nel relativo progetto (a destra)



Sulla costa continentale si trova Bagamoyo dal cui porto partivano gli schiavi per l’Oriente;
si possono ancora vedere le colonne alle quali venivano incatenati


Solidarietà e fondi in nome di Turina
Alle innovazioni tecnologiche ci si abitua in fretta. Claudio Turina, istriano d’origine, veneziano d’adozione, decide di non conformarsi. Nel 1991, a 46 anni pianta gli agi e prende i voti di missionario laico della carità della Beata Teresa di Calcutta. Il volontario spiega: «Mi sentivo vuoto. Mi colpì la notizia della restituzione delle reliquie di Sant’Antonio rubate. Il giorno di Natale andai a Padova per un atto di venerazione. Dal tempo della cresima non entravo in una chiesa. Conobbi fra Fulgenzio. Mi lasciò in un loggiato buio, solo una luce illuminava il cartello dell’esame di coscienza. Cosa rispondo? Non sono a posto con niente. Appresi il senso del dono e dell’apertura verso il bisognoso».  L’anno successivo Turina vola a Bombay tra i bambini di strada e i moribondi. Conosce madre Teresa. Claudio segue il filo dei ricordi: «Stavo in un lebbrosario. All’alba un missionario mi svegliò: “Si va all’aeroporto a prendere madre Teresa”. Proveniva da New York; era già in carrozzella, accanto tre suore, dietro centinaia di carrelli contenenti medicinali. Si inginocchiavano tutti, anch’io; posò la mano sul capo di tutti, anche sul mio. Scomparve dentro una piccola auto. Noi caricammo i medicinali. Il giorno dopo la incontrai. Tremavo di gioia e paura. Parlammo in serbo-croato, la nostra lingua madre».  Claudio ritorna a Venezia. La grandezza dei problemi non gli toglie la capacità di risolverli. Fa il volontario tra i tossicodipendenti e i malati di Aids nell’isola delle Grazie; raccoglie fondi per l’India; mette in lotteria il suo orologio d’oro, di ottima marca svizzera. In tanti lo aiutano per costruire pozzi e case per gli orfani. Dopo l’India Roma, l’Albania, il Perù, la Guinea Bissau, ora la Tanzania. I domenicani di Venezia promuovono un concerto di beneficenza oggi alle 21 nella basilica dei santi Giovanni e Paolo. Il parroco Angelo Fuga dice: «Sosteniamo il progetto interreligioso Dall’analfabetismo all’università». Alla presenza di Claudio Turina, i pianisti Maurizio Stefanìa e Battista Forlani suoneranno, a titolo gratuito, musiche di Mozart, Moszkowsky e de Falla.
Per versamenti a Gocce d’amore universale, cc 250621, Veneto Banca, Ve, Abi 05418, Cab 02001.
Nadia De Lazzari
da “la Nuova di Venezia” del 6 ottobre 2007



Venezia, un incontro inatteso allo storico Caffè Quadri di piazza San Marco, un'amica comune e il ricordo di un grande amore trasfigurato. Aleppo, Delfi, Capri, Parigi, sullo sfondo del genocidio armeno, delle due grandi guerre e del fascismo: con pochi tocchi la narrazione restituisce il colore di un'epoca, le sue gerarchie rigide e le abitudini stilizzate, con un occhio attento, fino allo spasimo, nei confronti dei dettagli più significativi, in particolare quelli cromatici. Pagine ponderate in modo da avvincere il lettore, non consentendogli distrazione e riposo fino alla conclusione, pagine che sgorgano da un peculiare gusto per il raccontare che sembra inesauribile. Le creature, nella notte luminosa dell'amore, sono come poste di fronte alla grandezza della vita e dell'essere, ma anche di fronte al proprio nulla individuale.
“Sembra che la vita, per vivere, abbia bisogno di un amplesso senza fine ed esso è possibile solo spiritualmente, idealmente”.



La sua ultima fatica letteraria si intitola «Sabbia» (Alettieditore, 13 euro) e i diritti d'autore saranno devoluti all'associazione "Gocce d'amore universale", i cui proventi sono interamentea favore degli orfani della Tanzania.
Claudio Turina, già missionario laico della carità di Madre Teresa di Calcutta, continua a donare le sue energie per il progetto ecumenico a favore dei piccoli africani.
Con la prefazione di Giuseppe Goisis, docente di filosofia all'Università di Venezia, il libro si snoda attraverso un incontro inatteso allo storico Caffè Quadri, l'amica comune Nina e il ricordo di un grande amore trasfigurato. Lo sfondo è quello del genocidio armeno, delle due guerre mondiali e del fascismo. Ne emerge una delicata storia d'amore, terminata in tragedia, fino alla «redenzione» della protagonista. Un percorso d'amore che parte da Aleppo e si sposta a Delfi, Capri,Parigi e che culmina con l'apoteosi stessa dell'amore, la dedizione della propria vita agli altri e a Dio.
Claudio Turina divide la sua opera tra Venezia e vari progetti nel mondo. Lo scorso aprile l'Unione cristiana evangelica battista d'Italia gli ha conferito la menzione speciale «Premio Martin Luther King» in occasione del 40. anniversario dell'assassinio del leader non violento per i diritti civili, impegnato nella lotta contro la povertà, il degrado spirituale e la guerra.
Il missionario laico ha inoltre ricevuto, nell'ambito del «Premio internazionale di poesia» di Trieste, il riconoscimento «Un poeta per la pace 2008».
Tra i progetti già concretizzati, la realizzazione di case per bambini di strada a Bombay, un progetto Aids a Cumura in Guinea Bissau, un ostello per bambini di campesinos e l'elettrificazione della valle di Chinchavito (Perù ). Infine, pozzi d'acqua per 200mila persone nella zona di Mbeya (Tanzania).
Manuela Lamberti - Il Gazzettino

|
DAL 1/2/2009 ABBIAMO AVUTO VISITATORI