Presentazione del libro "Veneziano dell'Anno 1978-2008"

libro

Il premio “Veneziano dell’anno” nasce nel 1978 quasi per caso, con un pizzico di goliardia, fiore e frutto di un’idea, di un sogno, di uno stile di vita sviluppato nell’armonia e nella semplicità, da un gruppo di amici che avevano deciso di chiamarsi “Associazione Settemari”. I numerosi tentativi d’imitazione, nel corso del tempo e a diversi livelli, confermano il successo del premio che rappresenta un appuntamento fisso per l’intera comunità, che riconosce attraverso la partecipazione e i favorevoli commenti dei cittadini lo spirito libero e civile del riconoscimento. Anche l’annuale ospitalità nel salotto buono della città, le sale Apollinee alla Fenice, conferma l’attenzione e l’interesse della cittadinanza.

Non è un caso che la nascita dell’Associazione e del premio avvenga negli anni Settanta, quando forse emerge più evidente il confronto-conflitto tra generazioni, tra progresso e conservazione, tra passato e futuro, tra modernità e tradizione, tra chi cresce con i giochi in campo e chi viene educato dalla televisione. Con questo scenario si rende ancora più necessaria una riflessione sull’opera dei cittadini e delle istituzioni, sul loro impegno, a volte sconosciuto ai più, al di là della ufficialità della politica e delle politiche. Un riconoscimento all’opera di cittadini, di una classe dirigente, attiva, che spesso lavora nell’ombra.

Anche nel curioso nome scelto dai fondatori traspare una nuova tendenza, ironica e stimolante: il riferimento è l’espressione di un detto popolare “navigar i settemari” ma anche quello più classico: “septem maria” di cui parlano dapprima Plinio e successivamente Cassiodoro, citando le lagune tra Ravenna e Grado.

E’ noto che il trascorrere degli anni è reso naturalmente più evidente dalla nascita di figli e nipoti. Come primo presidente e anche adesso nel ruolo di presidente onorario non posso che essere orgoglioso per la strada percorsa, per le cose fatte, per il filtro esercitato tra le persone e gli amministratori, per l’umanità e lo spirito sociale che ha caratterizzato e continua a distinguere l’opera della Settemari.

Ricordo l’impegno efficiente e disinteressato di tanti soci e la intelligente continuità offerta dall’opera dei presidenti che mi hanno dato il cambio, Enrico Bozzola dapprima e PierLuigi Borella tuttora in carica, ma è con grande affetto ed emozione che vivo il proseguimento dell’opera attraverso l’impegno di tanti giovani che vestono i nostri colori e che nel lontano 1978 non erano ancora nati. Sono certo che essi continueranno ad esprimere con semplicità e rispetto la nostra identità lagunare.

Alfredo Borsato, presidente onorario


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Bella presentazione ieri mattina alla stampa - nella sede centrale della Cassa di Risparmio in campo San Luca - del volume che raccoglie in ordine cronologico la documentazione dei trent’anni di vita del Premio “Veneziano dell’Anno” che dal 1978 viene assegnato dalla Associazione Settemari a coloro, persone o associazioni (nel 1987 lo ha ricevuto anche il Gazzettino, in coincidenza con il centenario della nascita del giornale), che per amore della città hanno lavorato per valorizzarne la vita nei diversi campi della cultura, dell’arte, del costume, della comunicazione.
      Ciò a tre giorni dalla cerimonia ufficiale di consegna del Premio 2008 - in programma nelle sale Apollinee del teatro La Fenice - alle 10.30 di domenica prossima 18 gennaio: protagonista sarà la Società Sportiva Costantino Reyer.
      Con i rappresentanti della Reyer erano presenti per la Cassa di Risparmio, che ha reso possibile la stampa del libro, il presidente Giovanni Sammartini e il direttore generale Biagio Rapone (“ancorché non veneziano – ha detto spiritosamente – spero col mio contributo a venire di vedermi un giorno inserito nella rosa dei futuri premiati” ).
      Alfredo Borsato, presidente onorario della Settemari dopo quindici anni di “servizio”, e Giorgio Crovato, che fu il primo a ricevere il Premio assieme al fratello Maurizio nel 1978 “per avere richiamato e sensibilizzato la generale attenzione sul deplorevole stato di abbandono delle isole della Laguna”, hanno aperto l’incontro illustrando i significati del lavoro della Settemari ponendo l’attenzione sullo spaccato di storia veneziana che questa, anno dopo anno, evidenzia tangibilmente con passione e che il libro ora documenta.
      Pagine frutto del lavoro del Comitato che vede al fianco di Borsato soprattutto i due soci fondatori Giovanni Caniato in veste di coordinatore e Galliano Lucchini responsabile della segreteria organizzativa. A Lucchini è stato riconosciuto il merito anche di conservatore dei materiali documentari della Settemari riferiti precipuamente al Premio.
      Come “formica” attenta e previdente Lucchini ha potuto così riempire ogni casella necessaria a ricostruire le storia dei trent’anni, che in qualche modo riassume con accenti diversi importanti capitoli della storia della città. E il libro (280 pagine) è da lui firmato assieme a Giovanni Caniato, instancabili “topi” e segugi d’archivio. Vi sono via via le riproduzioni di tutte le pergamene, con le motivazioni dei premi e nella quasi totalità la riscrittura dei testi di coloro che autorevolmente hanno commentato ogni assegnazione. Un bellissimo lavoro, a futura memoria.
      Han fatto parte del coro di presenze alcuni dei premiati nel corso degli anni. Ricordiamo con Crovato, Bruno Tosi che il premio lo ricevette assieme a Uto Ughi nel 1984, poi Piero Rosa Salva, Paolo Gardin, Paola di Valmarana, Marino Zorzi.

Piero Zanotto da “Il Gazzettino” del 16/1/2008



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Giorgio e Maurizio Crovato, primi “Veneziani dell’anno”

“Voi siete certamente i veneziani più famosi dell’anno che sta finendo, siete perciò i primi di una serie di cittadini o istituzioni eccellenti che annualmente andremo a indicare come il “Veneziano dell’anno…” E’ così che, quasi per caso, ha la sua prima formalizzazione il premio che oggi festeggia il suo trentennale.

Corre il mese di novembre 1978, il giorno di San Martino, e nel corso della Festa popolare veneziana, che per tradizione l’Associazione Settemari organizza a conclusione della stagione remiera, il cerimoniale prevede la consegna di una medaglia d’oro con il leone di San Marco ai gemelli Crovato, quale testimonianza e apprezzamento per la ricerca storica da loro effettuata sullo stato di abbandono di alcune piccole isole della laguna di Venezia

Nel mese di giugno dello stesso anno, patrocinata dal nostro sodalizio e con il generoso contributo dei soci, viene realizzata presso la veneziana Scuola Grande di San Teodoro a cura dei giovani soci Giorgio e Maurizio Crovato, autori anche del bellissimo volume complementare, la mostra fotografica documentaria “Isole abbandonate della laguna , com’erano e come sono”.

La rassegna riscuote un rilevante successo e una sensibilizzazione non solamente locale sull’argomento, al punto che la prima edizione del volume va immediatamente esaurita già nel corso della mostra. Se per la generazione più giovane l’interesse per il tema è rappresentato dalla scoperta delle isole minori fin quel momento sconosciute, per i più anziani la memoria - forse rimossa - corre indietro nel tempo quando quei luoghi erano ancora abitati o, per alcuni, anche frequentati, magari durante l’ultima guerra, con la divisa militare.

La stampa nazionale ed europea dimostra vivo interesse al problema del degrado ambientale e al conseguente recente abbandono dell’arcipelago lagunare, generando numerose successive ricerche accademiche, studi, seminari e tesi di laurea.

E’ grazie a Giorgio e Maurizio dunque, occorre dirlo, che l’Associazione Settemari comincia a farsi conoscere nel mondo delle “cose veneziane”, con la soddisfazione implicita di avere coerentemente e correttamente svolto l’impegno statutario del Sodalizio, fondato il 14 luglio 1977, che all’articolo 3 recita: ”Promuovere e concorrere a realizzare ogni iniziativa il cui obbiettivo sia sportivo, culturale, sociale o ricreativo, nel quadro delle più schiette tradizioni veneziane, avendo cioè come obbiettivo fondamentale la conservazione del modo i vivere delle genti lagunari ed il perpetuarsi della venezianità.”

Ancora oggi, cercando di ampliare la reminiscenza sull’oramai lontano evento resta lo stupore nel leggere la vasta rassegna stampa dedicata per l’occasione, dove autorevoli firme danno il più ampio consenso e plauso ai due giovani fratelli ricercatori e alla sconosciuta neonata associazione.

E’ davvero sorta da poco tempo la Settemari. Sull’onda dell’entusiasmo provocato dalla nascita della Vogalonga, manifestazione che ha avuto il grande merito di riaccendere la passione per la laguna e per la voga in piedi, un gruppo di amici, tutti con un unico comune denominatore, ossia l’amore per la propria città, pensano di aggregarsi tra di loro. Essi hanno già a disposizione una gondola, appartenente
a quattro soci fondatori, e promuovono l’acquisto di altre imbarcazioni classiche quali sandoli e mascarete senza alcun finanziamento esterno, con il solo e non paritario apporto personale dei soci. In qualche maniera e alla stregua di altre analoghe iniziative societarie, i soci della Settemari contribuiscono a rimettere in moto la cantieristica “minore”, in via di decadenza, favorendo la riscoperta e la conservazione delle imbarcazioni tipiche della laguna.
Quasi contestualmente viene organizzata un’operazione collettiva per il riutilizzo dell’ex macello comunale a Cannaregio: nei capannoni dismessi da decenni vengono custodite le barche e in collaborazione con altre società remiere prende avvio un attivo centro che prosegue tuttora brillantemente, ancorché spostato altrove, la sua attività di pratica e promozione sportiva.

Nel 1978 Giorgio e Maurizio Crovato sono i nostri soci più giovani, ci divide nel confronto con gli altri associati quasi un tempo generazionale: loro poco più che ventenni e noi quasi quarantenni contagiati dal loro entusiasmo per la voga, le regate e gli itinerari naturalistici della laguna. Tutti assieme volti a studiare e programmare nuove comuni iniziative alle quali successivamente avremmo dato luogo, come i dibattiti sull’inquinamento della laguna alla Fondazione Querini Stampalia o alla immediatamente successiva, sempre nella stessa sede, mostra documentaria “Barche della laguna veneta“ che costituisce la prima catalogazione organica, modello per modello, delle dimensioni e delle caratteristiche di costruzione, tramandate comunemente nel tempo per tradizione orale, delle barche tipiche locali.

In quegli anni i “gemelli” sono il “fiore all’occhiello” della nostra Associazione, avendo favorito un’insperata visibilità alla nostra Associazione, e adesso mentre festeggiamo il trentennale del premio “Veneziano dell’anno” possiamo testimoniare ancora una volta il nostro vero compiacimento per la scelta fatta nel lontano 1978: Giorgio e Maurizio Crovato, oggi stimati professionisti, sono i primi di una lunga serie di veneziani eccellenti.

Alfredo Borsato - estratto dal volume celebrativo del trentennale

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