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La Settemari in Armenia

A cura di Luisa Vianello e Costanza Azzi

Eccoci giunti al viaggio in Armenia di ottobre 2017, che conclude il lungo anno di festeggiamenti del 40^ Anniversario dell’Associazione, sostenuto e progettato in prima persona dalla Presidente con la preziosa collaborazione di padre Elia, amico della Settemari ormai dai tempi del primo Presidente Alfredo Borsato, per ricordare così insieme anche la celebrazione dei 300 anni di presenza dei padri armeni mechitaristi a Venezia.

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Il gruppo di viaggio dei 16 soci settemarini si dimostra subito ben amalgamato e molto affiatato e Vahe’, che ci accoglie all’aeroporto quale guida del nostro itinerario in terra armena, si rivela già dal primo approccio quanto di meglio potevamo sperare.

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L’itinerario programmato per il viaggio risulta, fin dal primo momento, molto coinvolgente partendo da un iniziale approccio panoramico alla capitale Yerevan, con il mastodontico monumento di stampo sovietico della Madre Armenia per continuare poi con i siti più importanti della città e girovagando anche un po’ a piedi come piace a noi veneziani.

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A sera padre Elia ha preparato presso il suo convento il primo momento di saluto con aperitivo, che si è invece alla fine rivelato una cena con i più appetitosi ed invitanti cibi armeni con gran varietà di piatti di verdure, stuzzichini, carni, pesci e salsette!

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I giorni successivi di viaggio fuori Yerevan ci fanno appassionare all’Armenia per la varietà dei paesaggi che offre questo territorio: dalle terre alte dell’acrocoro, solcate da gole profonde e tortuose in cui steppe erbacee si alternano a zone ricche di verde, alla visione imbiancata del monte Ararat che sovrasta chi lo guarda in tutta l’imponenza dei suoi 5.165 m slm e purtroppo oggi in terra turca, ai percorsi della Via della Seta tra le vaste pianure coltivate a vigneti, i canyon in ambiente montano solcati nei secoli da fiumi, le grandi estensioni dei laghi fino ad arrivare al punto più alto del nostro itinerario a 2.410 m slm al passo Selim con visita del Caravanserraglio del XIV secolo in basalto scuro.

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Durante tutto questo percorso abbiamo avuto la sorpresa di piacevoli tappe culinarie in ambienti particolari ed accoglienti, con ottimi pranzi e cene preparate con ingredienti genuini, semplici ma dai sapori sicuramente intensi e particolari e terminati con coloratissima frutta candita e seccata.

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Seguendo l’itinerario programmato abbiamo potuto ammirare e visitare alcune delle principali bellezze del patrimonio artistico culturale dell’Armenia quali:

– il monastero semirupestre fortificato di Ghegard audace nella sua struttura e circondato da ripide pareti rocciose con coloratissima vegetazione autunnale

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– l’imponente tempio pagano di Garnì dedicato al dio Sole e unica opera di architettura classica in Armenia

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– il monastero fortificato di Khor Virap uno dei più significativi luoghi di pellegrinaggio

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– il monastero di Novarank complesso molto originale di chiese a tre piani in tufo rosa

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– l’osservatorio astronomico di Karahundj del 3500 a.C. a 2000 m di altitudine

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– la città rupestre di grotte nel tufo di Khundzoresk con il ponte tibetano basculante

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– il monastero di Tatev in posizione dominante su due vallate che, tra il IX e il XIII secolo, ha rappresentato uno dei centri più attivi per la produzione di libri e miniature

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– il cimitero di Noraduz grandissima estensione di tombe e khachkar di basalto e tufo dal IX al XVII secolo

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– il monastero sul lago Sevan in posizione molto scenografica circondato da montagne

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– il monastero di Haghartzin del XII-XIII secolo immerso in un bellissimo parco e gioiello dell’architettura armena.

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Tutto ciò ci ha fatto avvicinare alla storia dell’Armenia, seguendo le vicende di San Gregorio l’Illuminatore, il patrono dell’Armenia che convertì la nazione al Cristianesimo nel 301 d.C., per continuare con il monte Ararat montagna dove, racconta il libro della Genesi, approdò l’arca di Noè e per arrivare fino al XIII secolo con le visite di diversi importanti centri spirituali e culturali dell’Armenia medievale, molto attivi per la produzione di libri e miniature che hanno contribuito in maniera determinante alla conservazione della cultura armena e dei quali molti manoscritti sono ora custoditi al Matenadaran di Yerevan (la biblioteca con la più grande raccolta di manoscritti al mondo, più di 17.000 tra codici miniati e manoscritti antichi e medievali).

Rientrati a Yerevan visitiamo i principali musei e monumenti della città, restando particolarmente impressionati dalla visita del Memoriale del genocidio che ha segnato in modo tragico e doloroso la travagliata storia e resistenza di questo antichissimo popolo, espressione di una civiltà millenaria.

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Con intervalli di rilassanti percorsi a piedi, da noi molto graditi, finiamo con il giro ad una distilleria di brandy, con assaggi dei 7 e 10 anni di invecchiamento. Non usciamo di certo a mani vuote dal negozio annesso alle distillerie, per portarci così a casa un souvenir tanto raffinato ed esclusivo !!

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L’ultimo giorno visitiamo alcuni siti di interesse nei dintorni della capitale per dare poi un’occhio anche al tradizionale bazar alimentare, vero trionfo di colori e di profumi, e al Vernissage, famoso mercato dell’artigianato.

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Concludiamo questa nostra esperienza in terra armena con una ricca e gustosa cena preparata da padre Elia nel Collegio mechitarista dove ora risiede. Il vecchio legame di amicizia di noi veneziani con i padri armeni ha fatto così concretizzare questo interessantissimo viaggio che ci ha dato modo, oltre a tutto quanto visitato, di conoscere con vero piacere la nostra validissima e simpatica guida Vahe.

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Discorsi, brindisi, foto ufficiale con i soci Settemari rigorosamente in divisa, megatorta con tutti i nomi dei partecipanti offerta da Vahè e esibizione di canti tradizionali di un coro femminile armeno nella suggestiva cappella del Collegio suggellano un viaggio che sicuramente resterà nei nostri cuori e ricordi.

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